Claudia Esposito - 24 anni
Università Statale di Milano
(sede di Sesto San Giovanni)
Mediazione linguistica e culturale
NOVOKEMP 2017:
CONOSCI LE LINGUE, CONOSCI I PAESI, CONOSCI LE PERSONE
Riuscire a descrivere Novokemp è un’impresa, se non impossibile, quantomeno estrema-
mente difficile. Fa parte di quella categoria di esperienze che solo quando la si vive in pri-
ma persona si può comprendere fino in fondo. (Un po’ come Mosca, prima tappa del no-
stro viaggio per un paio di giorni: mentre riguardo ora le foto mi rendo conto che non ren-
dono assolutamente la bellezza e la grandezza della città, di sicuro non le emozioni prova-
te nel trovarci lì.)
Estati passate in treno in giro per l’Europa in vagoni non esattamente di prima classe mi
avevano preparata alle condizioni del viaggio notturno, ma quello a cui non ero abituata è
stato l’essere aiutata da chiunque su quel treno ci abbia visto in difficoltà: dalla signora che
mi ha spiegato come preparare il letto e dove trovare tutto l’occorrente al signore che ci ha
aiutate con le nostre enormi valigie e che si è svegliato alla nostra fermata per aiutarci a
portarle giù dal treno.
Arriviamo cariche di bagagli e stravolte da un viaggio in cui abbiamo dormito poco e niente
tra l’emozione e l’ansia, sapendo solo che qualcuno verrà a prenderci alla stazione; le no-
stre mille valigie devono renderci molto riconoscibili rispetto agli altri passeggeri, e siamo
accolte da Andrej, il capo del campo, e Lena, la nostra tutor, che ci viene presentata subito
da Andrej come la nostra mamočka; non sbaglia nella definizione, dal momento che la sua
dolcezza, l’allegria e la pazienza che ci dimostrerà ogni giorno della nostra permanenza
sono quelle di una mamma. Abbiamo il tempo di farci una doccia e riposarci un po’ prima
di discutere con lei delle attività che organizzeremo e di fare il tour del campo assieme agli
altri volontari russi e ai vožatye, i responsabili di ogni semejka, i sette gruppi in cui verran-
no divisi i bambini al loro arrivo, il giorno seguente. È il primo impatto con due cose: il fatto
che tutte le spiegazioni verranno fatte solo in russo, con conseguenti buchi nella nostra
comprensione di alcune parti, che fortunatamente Lena provvederà sempre a riempire, ed
è il primo impatto anche con il gruppo dei Patrioti, dal momento che il giro del campo si
conclude in un vero e proprio accampamento di tende, dove ci viene spiegato, ci sarà una
sorta di ottavo gruppo formato da giovani in divisa (lo scopo è il recupero di adolescenti
problematici attraverso uno stile di vita militare, metodo piuttosto diffuso in Russia) che
parteciperanno attivamente al campo, qualcosa che noi non siamo abituati a vedere. Que-
sti ragazzi formano un’ottava semejka, per cui i bambini passeranno le mattine nei nostri
laboratori mentre i capi del gruppo organizzeranno il loro kružok (circolo ricreativo) a cui il