
Manuel Franchi - 21 anni
Università Statale di Milano
(sede di Sesto San Giovanni)
Mediazione linguistica e culturale
RUSSIA-NOVOKEMP
DIARIO DI BORDO DI MANUEL FRANCHI
23 GIUGNO
Comincia il nostro viaggio per Mosca, le mie compagne sono Valeria ed Elisa, con le quali
vado già molto d’accordo. Il volo dura 3 ore circa, una volta arrivati in aeroporto si fanno
già sentire le difficoltà linguistiche anche solo per prendere il taxi (che infatti paghiamo
molto più del prezzo normale). Arrivati in ostello, l’ambiente è pulito ed accogliente e mi
trovo molto a mio agio. Nel pomeriggio giriamo un po’ per la città, rimanendo incantati dal-
la piazza rossa. La sera mangiamo in un ristorante sull’Arbat e poi andiamo a dormire, la
stanchezza è tanta.
24 GIUGNO
Altro giro della città e visita del Park Gor’kogo, dove abbiamo speso tutto il pomeriggio.
Tutto bellissimo, a parte la polizia che mi sottrae un’innocentissima birra per dissetarmi…
Ma il pezzo forte della giornata è l’arrivo in stazione per prendere il treno. Il vagone è pic-
colo ma ci si sta bene nei propri letti. Conosciamo Zanja, un soldato russo di ritorno dal
servizio militare che con la sua vodka e i suoi racconti rende il viaggio molto più interes-
sante.
25 GIUGNO
Il treno arriva alle 5 a Uneča, ANDREJ il direttore è venuto a prenderci, ed eccoci arrivati a
Novokemp. Nella nostra abitazione conosciamo una persona che per noi sarà molto im-
portante: Elena (che in realtà avevamo già conosciuto a Baveno). La prima giornata passa
abbastanza velocemente, iniziamo a conoscere animatori e bambini, ma abbiamo proble-
mi di comunicazione.
26 GIUGNO
MAŠA (la nostra “mamma”) ci assegna i compiti che svolgeremo per tutta la durata del
campo, io allenerò i bambini a basket, Valeria e Elisa danzeranno con loro. Nel pomeriggio
facciamo amicizia e suoniamo la chitarra con ROMAN e STËPA, ragazzi molto simpatici.
Tutti sono gentili e ospitalissimi, e il cibo non è nemmeno male. Intanto iniziamo ad am-
bientarci già più facilmente. Nel pomeriggio giochiamo a Mafia con i bambini, ai quali ini-
ziamo già a stare simpatici. E se non fosse per Elena, chissà come parleremmo...